“Dal 2026 le stufe a legna sono vietate”: è una frase che circola molto, ma non è corretta. In Italia non esiste un divieto nazionale per le stufe a legna. Esistono però regole sempre più severe sulle emissioni, una classificazione a stelle degli apparecchi e limiti regionali, soprattutto nel Bacino Padano. In questa guida vediamo cosa dice la normativa nel 2026, cosa significano 4 e 5 stelle e cosa cambia con l’Ecodesign.
Stufe a legna vietate nel 2026? Cosa c’è di vero
Le stufe a legna non sono vietate. Quello che viene limitato è l’uso degli apparecchi vecchi e più inquinanti, in alcune regioni e in alcuni periodi dell’anno, in particolare quando in casa c’è un altro impianto di riscaldamento. Le stufe moderne certificate con molte stelle restano utilizzabili e, in caso di sostituzione, possono anche accedere agli incentivi.
La classificazione a stelle (DM 186/2017)
Il DM 186/2017 classifica i generatori di calore a biomassa da 1 a 5 stelle in base alle emissioni (particolato, monossido di carbonio, ossidi di azoto, composti organici) e al rendimento. Più stelle significa meno emissioni e maggiore efficienza.
- 1-2 stelle: apparecchi vecchi e poco efficienti. Sono i primi a essere vietati nelle zone con problemi di qualità dell’aria.
- 3 stelle: in diverse regioni del Bacino Padano non sono più utilizzabili se c’è un impianto alternativo.
- 4 stelle: generalmente utilizzabili, ma in alcune regioni possono essere fermati durante le misure di emergenza per lo smog.
- 5 stelle: la classe migliore. È richiesta per il Conto Termico 3.0 e, in alcune regioni, per le nuove installazioni.
La classe ambientale è indicata nella certificazione dell’apparecchio rilasciata dal produttore: chiedila sempre prima dell’acquisto.
Stufe 4 o 5 stelle: quale scegliere?
Se stai comprando una stufa nuova, la scelta più sicura è una 5 stelle: è utilizzabile anche dove le regole sono più severe, resta in regola più a lungo se i limiti verranno ulteriormente ristretti e permette di accedere al Conto Termico in caso di sostituzione. Una 4 stelle può andare bene fuori dalle zone più critiche, ma con meno margine per il futuro.
Cos’è l’Ecodesign e cosa cambia
Dal 1° gennaio 2022 si applica in tutta l’Unione europea il regolamento Ecodesign (UE 2015/1185) per gli apparecchi per il riscaldamento d’ambiente a combustibile solido. Le stufe a legna nuove immesse sul mercato devono rispettare requisiti minimi di:
- rendimento stagionale: almeno il 65% per le stufe a legna chiuse;
- emissioni: limiti massimi per particolato (PM), monossido di carbonio (CO), composti organici gassosi (OGC) e ossidi di azoto (NOx).
In pratica l’Ecodesign ha eliminato dal mercato le stufe meno efficienti e più inquinanti. Tecnologie come la combustione tripla permettono di bruciare meglio la legna e ridurre le emissioni.
Le regole nelle regioni del Bacino Padano
Le regole più severe riguardano Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, che hanno firmato l’Accordo per la qualità dell’aria nel Bacino Padano. Per la stagione 2026-2027, in sintesi:
- Piemonte: divieto di utilizzo per i generatori sotto le 3 stelle e obbligo di iscrizione al catasto regionale degli impianti. In caso di allerta per il PM10 il divieto si estende agli apparecchi sotto le 5 stelle.
- Veneto: fino al 30 aprile divieto di utilizzo per gli apparecchi sotto le 3 stelle, su tutto il territorio tranne la zona Prealpi e Alpi.
- Emilia-Romagna: nei comuni di pianura, fino al 31 marzo e in presenza di un impianto alternativo, divieto per gli apparecchi fino a 3 stelle; durante le misure emergenziali il divieto si estende fino a 4 stelle. In tutta la regione le nuove installazioni devono essere almeno 5 stelle.
- Lombardia: limiti di utilizzo per classe ambientale, obbligo di registrazione al catasto termico regionale, libretto d’impianto e manutenzione periodica.
Chi non rispetta i limiti rischia sanzioni da 500 a 5.000 euro. Le ordinanze possono cambiare da un anno all’altro e da Comune a Comune: verifica sempre le regole aggiornate della tua Regione e del tuo Comune.
Le altre regole da rispettare
- Installazione a regola d’arte secondo la norma UNI 10683, da parte di un installatore qualificato che rilascia la dichiarazione di conformità.
- Manutenzione e pulizia periodica di stufa e canna fumaria.
- Combustibile certificato: legna secca di qualità o pellet certificato.
- Divieto di bruciare rifiuti, legno trattato o verniciato.
In sintesi
- Le stufe a legna non sono vietate in Italia.
- Sono limitati gli apparecchi vecchi con poche stelle, soprattutto nel Bacino Padano.
- Una stufa moderna certificata 5 stelle è la scelta più sicura per essere in regola oggi e in futuro, e permette di accedere al Conto Termico in caso di sostituzione.
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Informazioni aggiornate a ottobre 2026, a carattere informativo. Le regole regionali e comunali cambiano spesso: verifica sempre le disposizioni in vigore nella tua zona.



